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mercoledì 15 aprile 2009

Piano Botta, articolo di Preve su La Repubblica

Torre di Botta,
ultima battaglia a Sarzana
 
Dopo Boccadasse, nuovo stop all´architetto svizzero:
raccolte tremila firme
 

Pd diviso: a favore il sindaco Caleo, contrario Forcieri,
prudente l´assessore regionale Guccinelli 

di MICHELA BOMPANI 
MARCO PREVE 


«Sono preoccupato e scriverò al sindaco di Sarzana, invitandolo alla cautela su questo progetto»: il soprintendente per i Beni architettonici della Liguria, Giorgio Rossini, interviene sul "caso Botta" che sta divampando nella cittadina spezzina e rischia di trasformarsi, nella roccaforte del Pd in Liguria, in un pericoloso boomerang elettorale. 
L´"archistar" ticinese Mario Botta è nuovamente nel mirino di un corposo comitato di cittadini, come è accaduto a Genova per il caso dell´ex rimessa Amt di Boccadasse: a Sarzana, ha firmato il progetto di riqualificazione della zona di piazza Terzi e via Muccini, un´ex area industriale dismessa a ridosso della ferrovia, parte di proprietà pubblica e parte privata (due cooperative - tra cui la genovese "Primo maggio" già committente di Botta a Boccadasse - che realizzeranno residenze e parcheggi).
Il "comitato Sarzana che Botta" si è costituito due mesi fa e ha dichiarato battaglia: oltre tremila adesioni in meno di due mesi (su 20.000 abitanti del Comune). Con loro si sono schierati Legambiente, la prestigiosa rivista specializzata "Abitare", il velista Giovanni Soldini, Pier Luigi Cervellati, docente di Architettura a Venezia e pure l´ordine degli architetti di Modena. 
Nel mirino del comitato ci sono una torre di nove piani, alta sessanta metri, che stravolgerebbe lo skyline, come spiega il portavoce Roberto Mazza, poi l´impatto complessivo del progetto «con 200.000 metri cubi di calcestruzzo» a trecento metri dal centro storico, l´insufficienza delle aree verdi e il rischio del caos-viabilità. 
Il 30 marzo scorso il consiglio comunale «ha votato a maggioranza l´adozione del progetto Botta», spiega il sindaco Massimo Caleo (Pd) e ha pure votato una "lettera" in cui si invita l´architetto a studiare una soluzione alternativa alla torre, «che scomparirà», assicura ufficialmente Caleo. Una vittoria del comitato che il sindaco minimizza: «E´ stato un débat public "alla sarzanese"». Botta, riferisce il sindaco, si sarebbe impegnato a rivedere il progetto e a presentare una nuova ipotesi entro un paio di mesi. Ma nell´entourage dell´architetto si parla piuttosto di "riprofilatura della torre". Insomma, Botta accetterà di azzerare il grattacielo? 
Anche se non esistono vincoli paesaggistici sull´area, il soprintendente Rossini interviene perché «da ciò che ho visto - spiega - questa progettazione potrebbe confliggere con l´intorno, dalla fortezza al Centro storico». E poi c´è la questione politica interna al Pd. In una delle roccaforti del partito in Liguria, alla vigilia della campagna regionale. Da una parte il sindaco Massimo Caleo (mandato in scadenza nel 2010, con le elezioni per il governatore) ha difeso il progetto (definito invece "calce e martello", dai consiglieri del Pdl), dall´altra Lorenzo Forcieri, già sindaco di Sarzana, ha espresso perplessità: «All´inizio c´è stata una sottovalutazione del significato simbolico del progetto Botta, in una cittadina come Sarzana, fortemente legata alle sue tradizioni. Ma adesso mi sembra una fase superata». Si tiene un passo indietro Renzo Guccinelli, assessore regionale allo Sviluppo economico, ed ex sindaco della cittadina: «Non voglio entrare nel merito del lavoro del sindaco». L´80% degli iscritti al comitato, però, sono elettori ed iscritti al Pd, come conferma il portavoce di "Sarzana che Botta". E così, qualcuno, dopo la prima vittoria (per ora presunta) sulla torre decapitata, sta facendo un pensierino a trasformare in un soggetto politico la forza d´urto del comitato.  
 

Sempre su Repubblica l'annuncio del ricorso al Tar

Legambiente: "Pronti al ricorso"

«Stiamo preparando il ricorso al Tar contro il progetto Botta a Sarzana: oltre a tutto il resto, non sono state rispettate le leggi antisismiche. Aspettiamo il parere dei legali che ci indicheranno se partire ora, con l´adozione del progetto da parte del Comune, oppure attendere la delibera»: Stefano Sarti, presidente regionale di Legambiente, lucida le armi contro il sindaco di Sarzana Massimo Caleo. Legambiente Liguria ha aderito al comitato "Sarzana che Botta", ma poiché è soggetto riconosciuto a livello nazionale, sarà proprio Legambiente a presentare l´istanza al tribunale regionale. A trasformare la battaglia sul "progetto Botta" a Sarzana in uno scontro per la tutela dell´ambiente su tutto il territorio è la "Vas" (valutazione ambientale strategica) richiesta alla Regione dal comitato e da Legambiente, ma ritenuta non necessaria dagli uffici di piazza Deferrari. «La regione Liguria non ha ancora varato una legge regionale sulla "Vas", già stabilita a livello nazionale da più di un anno. Forse dobbiamo pensare che in Liguria a qualcuno faccia comodo un buco legislativo?».

martedì 14 aprile 2009

I giornali e l'azione del Comitato: La Nazione

Il «Comitato» dà battaglia:
«Non ci fermiamo»

IDEA - Il sindaco propone un tavolo tecnico per ulteriori chiarimenti


U N RICORSO al Tar per mettere il bastone fra le ruote del Progetto-Botta. Come facilmente immaginabile il «Comitato Sarzana che Botta» non intende arrendersi pur di fronte all’approvazione della variante in sede di consiglio comunale. E così nell’assemblea pubblica dell’altra sera alla sala della Repubblica (presenti una quarantina di persone) è emersa la volontà di proseguire la battaglia, sia con un ricorso al Tar sia «sommergendo» il consiglio comunale con una marea di osservazioni al progetto. Non solo, l’idea sarebbe quella di far firmare il ricorso al tribunale regionale da Legambiente, soggetto riconosciuto a livello nazionale e inserito nel Comitato. Secondo quanto sottolineato nell’assemblea dall’ex giudice Rodolfò Attinà al centro del ricorso ci sarebbe la mancata richiesta da parte del Comune del parere dell’ex genio civile riguardo il piano, prassi a quanto pare obbligatoria essendo Sarzana in area sismica. Ma azioni legali sono state annunciate anche dal presidente regionale di Legambiente Stefano Sarti «perchè il piano non è stato sottoposto a Vas». Nel corso della serata i cittadini hanno poi esposto le loro perplessità sulle scelte, in particolare sulla viabilità della zona di Via XXI luglio; contestata anche la commissione territorio accusata di «aver parlato solo di traffico e non di volumetrie». Parole di critica sono arrivate da Corrado Cuciniello, Miria Forcieri, Valerio Galazzo, dal presidente provinciale di Legambiente Alessandro Poletti e dall’architetto Gianfranco Damiano («il sindaco deve rispondere ai cittadini, tenendo conto del bene della città») mentre per il Comitato Carlo Rucco ha sottolineato come l’interlocutore sia «il Comune, non un partito» e la giovane Roberta Mosti ha illustrato il ricorso appena inviato alla Commissione Europa e le modalità per presentare le osservazioni al consiglio comunale. Ma a proposito della Torre, il portavoce Roberto Mazza ha annunciato l’apertura del sindaco a un tavolo di concertazione con il comitato, oltre all’intenzione di non costruire più la Torre. «Il consiglio comunale — chiarisce però il sindaco — ha fatto un emendamento in cui si chiede al progettista di rivedere la parte pubblica: la Torre non ci sarà più, ma si parlerà di una nuova proposta che terrà conto dei suggerimenti (e delle inquietudini) emersi dalla città e che io come sindaco ascolto sempre». Stesse volumetrie quindi, ma disposte in maniera diversa. «Il ricorso al Tar? Ognuno è libero di fare quel che vuole. La verifica sismica viene però fatta dalla Provincia non sul piano ma al momento della presentazione dei progetti esecutivi. Quanto al tavolo di concertazione, si tratterebbe di un incontro «nel quale il sottoscritto e i tecnici del Comune daranno tutti i chiarimenti del caso ai rappresentanti del Comitato e quindi ai cittadini. Il Progetto però non è in discussione».
Claudio Masseglia 

I giornali e l'azione del Comitato: Il Secolo XIX

"OFFENSIVA DEL COMITATO
E DI LEGAMBIENTE"

L’ex magistrato Attinà: «La mancata verifica sismica è motivo di accoglimento». Via la torre contestata

RICORSO al Tar. D una torre di sessanta metri che prima c’era, poi è stata…accorciata, e adesso scompare. Sul “Progetto Botta” approvato lunedì scorso 30 marzo dal consiglio comunale di Sarzana, pende un ricorso che sarà inoltrato al Tribunale Amministrativo Regionale da Legambiente e dal Comitato “Sarzana che Botta”. Comitato che, riunitosi martedì sera Alla Sala della Repubblica, nulla lascia Al caso. Come sostiene l’ex magistrato Rodolfo Attinà, membro del gruppo dei saggi del Comitato. «Ho detto direttamente al sindaco Massimo Caleo – ha affermato – che la mancata presentazione del progetto all’ex ufficio del Genio civile per la verifica della sicurezza sismica di tutte le costruzioni previste in quell’area, visto l’alto grado di rischio della nostra zona, preoccupazioni attuali visto quanto accaduto in Abruzzo in questi giorni, costituisce un elemento di certa accoglienza da parte del Tar. L’amministrazione rischia di fare davvero una figuraccia perché non era al corrente di questo passaggio. Con il nostro ricorso l’iter burocratico sarà bloccato ». L’uditorio, peraltro non foltissimo, a queste parole trova un nuovo motivo di lotta. Un motivo più che valido. Molto più di quanto ha affermato in apertura di riunione il portavoce Roberto Mazza: «Caleo ci ha detto che la famosa torre non si farà più». Che sostanzialmente non è certo una notizia di poco conto, dal momento che proprio la torre è stata la chiave dell’inizio della battaglia, almeno per il popolo sarzanese e tutti gli affezionati sarzanesi che della capitale della Val di Magra hanno fatto luogo di ritiro. Popolo, che fa sentire la sua voce con Miria Forcieri, residente in piazza Terzi e Valerio Galazzo (via Ronzano). La prima pone l’accento sull’irrespirabilità dell’aria già oggi, denunciando lo sconforto «di avere segnalato i pericoli dal 18 giugno del 2008, inascoltata da tutti. Chissà cosa sarà della nostra zona a lavori incorso ed ultimati». Il secondo dice che «la viabilità già ora è immobile,mezz’ora da via Ronzano a Montecavallo in auto,mi dite cosa migliorerà? Nulla». Stefano Sarti e Alessandro Poletti, rispettivamente presidente di Legambiente Liguria e responsabile della Val di Magra proseguono la loro battaglia per la verifica ambientale strategica: «Se la regione Liguria che dice non essere necessaria, avesse recepito le direttive europee, come ha fatto per esempio la vicina Toscana _ sostengono _, sarebbe stata obbligatoria. Altro che lo screening di Via (verifica Impatto ambientale), come dice il sindaco». Carlo Ruocco ripropone la questione della proprietà. «Sarzana ha abdicato agli interessi di Unieco in tre situazioni _ fotografa _: Progetto Botta, conversione da terreno agricolo ad artigianale di Tavolara e Progetto Marinella», richiamando il comitato a produrre osservazioni in quantità e di qualità, da presentare alla Provincia. Per ultimo l’architetto Gianfranco Damiano: «il problema è tecnico, ma anche politico : la protesta del comitato può tradursi in voti, molti voti in meno». 

ALESSANDRO GRASSO PERONI  -Il Secolo XIX del 9 aprile 2009

domenica 12 aprile 2009

Il sindaco mette i paletti all'incontro col Comitato

Caleo: "Nessuna trattativa
Un'informativa tecnica"

IL SINDACO Massimo Caleo, risponde punto per punto. «Attinà parla di ricorso al Tar? – chiede il primo cittadino – Sì, ne abbiamo discusso. Facciano pure il percorso che ritengono opportuno. Io posso aggiungere, insieme al responsabile dell’ufficio tecnico ingegner Franco Talevi, che il piano particolareggiato sarà esaminato dalla Provincia, sia nella parte urbanistica che in quella di difesa del suolo. Per quanto riguarda la sismica, la verifica sarà effettuata in sede di approvazione dei progetti definitivi di ogni singolo insediamento». Intanto Caleo informa di «aver concordato con Mazza un incontro tra i “tecnici” di amministrazione e comitato che non sarà un “tavolo di trattativa”, ma uno scambio di idee. In quella sede informeremo il comitato ed ancor di più i cittadini di tutti gli aspetti tecnici». La torre. E’ vero, come dice Mazza, che è scomparsa dal progetto? «Confermo. Il consiglio comunale ha votato un emendamento dove si chiede a Botta di rivedere e riprogettare quella parte. Torre e stazione degli autobus, non saranno più gli stessi. Emi sembrava ormai un fatto acclarato». Sindaco, dicono che sia una questione politica. Teme di perdere consenso? «Credo che abbiamo dimostrato grande apertura nei confronti di chi ha manifestato disaccordo e perplessità, e il discorso torre lo testimonia – chiude Caleo –. Come ho detto nell’ultimo consiglio, se tornassi indietro rifarei tutto, perché come giunta siamo convinti di aver agito nell’interesse della città, pur essendo consapevole che la cosa potrebbe costarci qualcosa. Ma daremo casa e lavoro a chi ne ha bisogno. Non è in atto alcuna speculazione, l’ambizione è quella di guardare al futuro».
Da Il Secolo XIX – 09/04/09 – pag. 29

sabato 21 marzo 2009

Comunicato Ufficiale del Comitato Sarzana, che Botta! dal portavoce Dott. Roberto Mazza

Comunicato Ufficiale del Comitato Sarzana, che Botta! dal portavoce Dott. Roberto Mazza
alle testate giornalistiche:

Cronaca4
Il Secolo XIX
La Nazione
Primocanale
Rai Tre Liguria
Report
TeleLiguriaSud

Il sindaco ha annunciato che trascorsa questa settimana procederà all’approvazione del piano di via Muccini e piazza Terzi. Ebbene come portavoce del comitato dico che il Sindaco non può procedere all’approvazione del piano Botta. Non ne ha il diritto.
La maggioranza tra gli abitanti e i commercianti del centro città non lo vuole.
Nessuno vuole imbruttire la città. Nessuno vuole cementificare selvaggiamente.
Tutti vogliono sapere, capire, partecipare. Su queste faccende serie non s’improvvisa, non si forzano i tempi. Caleo non è Mitterand. La Dèfense è lontana. 

Il confronto civile al Cinema Moderno non hanno trovato continuità, chiarezza e correttezza democratica da parte della Giunta. Nessun membro della Giunta ha provato a confutare le obiezioni del comitato e di esperti urbanisti. Non è un confronto ma un monologo con un unico imperativo: approvare in fretta. Non sono state date risposte ai quesiti essenziali riguardanti il perché della scelta, i bisogni di Sarzana, lo studio demografico, la riflessione sull’immigrazione, la congruità del piano al contesto.

Non è stata fatta chiarezza sulla spesa generale del Piano, i problemi economici del Comune,
la natura dell’incarico e la parcella dell’architetto Botta, le altre parcelle dei consulenti e gli altri costi a carico dei contribuenti, eventuali difformità degli standard urbanistici dai piani e dalle leggi in vigore, la carenza di verde pubblico fruibile, la presenza improvvisa di una torre in più (un cilindro di 31 metri d'altezza), il problema della viabilità, l’inquinamento, la corrosione del Centro Storico, l’affossamento dei piccoli commercianti e artigiani,
fino ad arrivare alla Valutazione ambientale strategica, prescritta dalle norme europee.

Questo senza considerare le copiosissime critiche ad un’estetica disegnata sulla necessità di rispetto delle inutili volumetrie. I perché della scelta di quei materiali (mattoni) funzionali solo all’impresa costruttrice che li produce. Non si danno risposte ai cittadini che si vedranno costruire case intorno, più alte delle loro, in un cantiere che stazionerà almeno 5 anni. La contestazione dei cosiddetti Boulevard che impediranno al turista di pensare di accedere in una città a misura d’uomo, snaturandone il senso storico.

Se il Sindaco dovesse procedere senza ascoltare ancora e a lungo i cittadini ci saranno 1000 osservazioni al piano! Abbiamo già intrapreso contatti a livello regionale e nazionale, forti del consenso di tante adesioni piovute in pochi giorni e che continuano a crescere e del prezioso apporto di esperti di diritto e di urbanistica, di accademici di fama nazionale e internazionale (La Cecla, Moneo, Cervellati, D’Alto, Spalla), di prestigiose riviste di settore (Abitare e AD), la casa editrice ACTAR.

Siamo decisi a contrastare con ogni mezzo legale lo stile ormai stantio di fare ancora politica urbanistica nel 2009 utilizzando le archistar per coprire operazioni immobiliari che fanno a pugni con l’ambiente.

Continueremo la nostra pacifica campagna d'informazione, smascherando gli artifici usati nelle carte per nascondere l'impatto delle nuove costruzioni. Intraprenderemo tutte le iniziative possibili in ogni sede per contrastare l'approvazione del piano da parte degli organi preposti. Confidiamo che altre voci in città rompano il muro del silenzio, della neutralità e si aggiungano a quelle dei nostri duemila aderenti.

Il comitato “Sarzana, Che Botta!”

giovedì 19 marzo 2009

Da Cronaca4: riunione commissione territorio senza la Consulta del Centro Storico - Motivi

Pubblichiamo un estratto del giornale Cronaca4, esprimendo lo sconcerto nell'apprendere che la commissione territorio lancia l'audizione delle consulte interessate senza avere essa stessa analizzato tutta la cartografia.

Giovedì sera la Consulta del Centro storico non andrà in commissione territorio per l'audizione sul Piano Botta
.

La decisione era stata assunta nel consiglio di giovedì scorso all'unanimità dei presenti.
Motivo: Volevamo fare prima un'assemblea con i cittadini, mettendo a confronto i progetti Botta e Piarulli per temi, assemblea che faremo giovedì sera, come sempre.
Giovedì scorso come Consiglio abbiamo potuto esaminare una parte modestissima della cartografia. Le altre carte richieste ci sono state consegnate solo venerdì.
La stessa commissione territorio, che dovrebbe ascoltarci, ha annunciato che concluderà l'esame delle cartografie di tutto il comparto pubblico, torre compresa, martedì prossimo.
Noi crediamo che il confronto non possa essere strozzato in una settimana, altrimenti è un monologo tra chi, come l'Amministrazione, ha i tecnici, che conoscono le carte da mesi, e il resto della città.
La partecipazione non può essere un fatto formale per far vedere che si è democratici e aperti.
Non a caso le procedure europee di confronto pubblico sui piani urbanistici prevedono novanta giorni per esposizione e osservazioni.
Naturalmente siamo sempre disponibili a essere ascoltati quando la commissione avrà concluso i suoi lavori.

Carlo Ruocco

Di seguito estratto della lettera con le motivazioni

Alla cortese attenzione
del presidente della Commissione Territorio
Massimo Baudone
e dei componenti della Commissione

Oggetto: Convocazione per audizione sul Piano Botta
Ieri, lunedì 16, ci è stata formalizzata la convocazione per giovedì sera davanti alla Commissione territorio, che ci era stata anticipata per le vie brevi dal presidente Baudone.
Inutilmente avevamo rappresentato al presidente Baudone la nostra necessità per la stessa sera di giovedì 19 di tenere un’assemblea pubblica per l’illustrazione tematica della variante in esame, confrontando con l’ausilio dei moderni mezzi audiovisivi e con le carte, tema per tema (viabilità, parcheggi, inquinamenti, verde, residenze, spazi pubblici e sociali, tipologia e altezze delle costruzioni ecc.) le soluzioni individuate dall’architetto Mario Botta e quelle presenti nel PRG e nel PP attuali (sperando che ci venga messo a disposizione il supporto magnetico del Piano Piarulli).
E’ un metodo di lavoro che presuppone analisi, informazione ai cittadini, elaborazioni e formulazione di osservazioni, parere e proposte. Un metodo già collaudato in precedenti occasioni.
Non abbiamo potuto anticipare questo lavoro, perché, sebbene la Vostra commissione avesse disposto che alle consulte interessate fosse fornita l’intera cartografia, così non è stato. Abbiamo dovuto formulare istanza scritta e protocollarla e abbiamo ricevuto il carteggio solo venerdì 13 e, per un disguido, l’ultima carta, la Tav. 20, solo questa mattina.
Ci sembrava del resto che questa nostra esigenza ben si coniugasse con la circostanza che la Vostra commissione deve ancora concludere l’esame delle cartografie relativamente alla torre, alla costruzione dell’ex mercato e del parcheggio bus, esame che concluderete martedì 24 p.v. (...)

Per la Consulta del Centro storico
Il presidente Carlo Ruocco

domenica 15 marzo 2009

Preve ci ospita ancora su Repubblica on line...

Cliccate sul titolo per visualizzare l'articolo di Marco Preve.
Vorremmo tranquillizzare il giornalista quando dice: "Non sono in grado di dire se le proporzioni e il rapporto con gli edifici storici siano davvero quelli descritti e quindi attendo fiducioso smentite e precisazioni di progettisti e amministratori. Se invece sono quelli……".
Smentite non ne riceverà, caro Signor Preve. Il fungo, come lo chiama Lei, ha proprio questo rapporto con la cattedrale e la pieve.

Amici del Comitato, aiutateci a riportare l'Amministrazione a dialogare con il cittadino.

Richiedete la locandina a
sarzanachebotta@libero.it

giovedì 12 marzo 2009

L'incontro di ieri visto da Anna Chella-La Nazione

Tante idee in cantiere
per sensibilizzare la città

La “botta”, stavolta, vogliono darla loro. Assodato che le “misure colte, intellettuali adottate finora” sono servite a poco, il Comitato “Sarzana, che botta!”, che critica il progetto firmato dall’architetto svizzero per via Muccini e la periferia di Sarzana, ha deciso di passare a maniere “più forti”. Martedì sera, tutti i membri del gruppo sono stati chiamati a raccolta in Sala della Repubblica. Erano un centinaio: non moltissimi rispetto ai 1300 adepti reclutati in rete, ma nemmeno pochi. Ognuno ha portato idee per allargare la base del Comitato, abbattere il muro di disinformazione, “quello che ancora adesso, a poche settimane dall’arrivo del Progetto in consiglio comunale, fa dire a tanti sarzanesi che tanto una cosa così non la faranno mai”. Moltissime le proposte dei membri del comitato che si sono persino “auto- tassati” per raccogliere fondi: una capillare opera di volantinaggio porta a porta, con la Torre di Botta in tutte le cassette della posta, l’idea di affittare uno spazio pubblicitario all’ingresso di Sarzana, di dipingere in piazza Terzi il diametro della Torre, ma anche i più tradizionali “banchetti” di informazione in città. Il primo, forse, già sabato prossimo. Molti hanno suggerito di chiamare le Iene, Beppe Grillo, Striscia la notizia, “rimedi” estremi cui per il momento il portavoce Roberto Mazza e i suoi più stretti collaboratori avevano deciso di non ricorrere. E i toni si sono persino accesi sull’opportunità o meno di usare il ”sensazionale” per uscire dall’isolamento e richiamare l’attenzione. “Troviamo alleanze”, hanno ripetuto Carlo Ruocco, presidente dalla consulta Centro storico, e Gian Luigi Colombo. Con i commercianti del centro, “che dovrebbero preoccuparsi dello spostamento del flusso commerciale alla periferia”, ma soprattutto con i cittadini di piazza Terzi, via Muccini, via VIII marzo. Alessandro Poletti di Legambiente ha proposto una mobilitazione in Regione, il poeta Angelo Tonelli farebbe scendere in campo gli artisti, pittori e scultori per creare piccole Torri di Botta da fare passeggiare per la città. La Torre resta il simbolo più discusso, più citato e più criticato. Ma il comitato non dimentica le altre criticità del Progetto. “Davvero questo progetto può risollevare Sarzana? - si chiedono - Quali negozi apriranno sotto il grattacielo in un periodo in cui tutti chiudono? Quanti sono gli appartamenti previsti, le volumetrie reali? C’è davvero a Sarzana un tale incremento demografico?”. ”Abbiamo lavorato senza sosta anche dieci ore al giorno per questa battaglia - ha detto il portavoce Roberto Mazza, aprendo l’incontro - ora bisogna passare dalla fase dialettica e pacifica ad iniziative che persuadano i politici a fare una virata, allargare la base per scongiurare il rischio che il comitato si estingua come molti si augurano”. Nessuno dimentica che è stata proprio l’arma del dialogo a far registrare al Comitato quella che loro considerato una importantissima vittoria: Botta all’incontro al cinema Moderno ha detto di ”condividere al 90 per cento” le loro osservazioni. “Ma ora l’amministrazione ha fretta, pensano di risolvere i problemi del Comune con questo delirante progetto, e noi dobbiamo aiutarli a trovare una via d’uscita dignitosa da questa politica che butta avanti le cose e le nasconde”, ripete Mazza. Molta indignazione ha suscitato la mancata consegna al Comitato della documentazione sul Progetto, per ora riservata alle consulte di Centro storico, Trinità e Crociata. “Giovedì sera alla riunione pubblica della Consulta discuteremo di tutto, ma negare le carte è la dimostrazione che la “partecipazione” al progetto è un grande bluff”, ha commentato Carlo Ruocco. E ha aggiunto: “il Comune potrebbe espropriare ed utilizzare per “spalmare” le volumetrie l’area, ben più vasta di quella acquisita dall’attuale progetto, del retro-ferrovie. Ci hanno detto che non è possibile, ma a Sarzana si parla già del grande centro commerciale che dovrebbe sorgere laggiù, e la scusa di restare nei confini del piano Piarulli è una bugia perchè l’eccezione è già stata fatta per la dépendance del Laurina”. Critico sul Laurina Stefano Colombani, presidente della Consulta di Crociata. “E’ in assoluta distonia con tutto il resto”, ha detto. A fine riunione, in tanti hanno dato la propria disponibilità per questa vera e propria “battaglia dell’informazione”. Battaglia che avrà persino un momento... dolce. Fiammetta Gemmi ha promesso una grande torta a forma di Torre di Botta, i membri del Comitato se la mangeranno. Più chiaro di così...

Anna Chella
collaboratrice del quotidiano La Nazione

lunedì 9 marzo 2009

Il commento della domenica di Emanuela Rosi

Quando Botta "oscurerà" il degrado ...

D obbiamo rendere merito all’assessore alla cultura Stefano Milano. E’ vero: smettiamola di parlare di centro storico quando cerchiamo di capire il senso del Progetto Botta. Il centro storico di Sarzana va da Porta Parma a Porta Romana, da via Torrione Genovese a via Landinelli. Il resto (citiamo l’assessore) «è una casuale aggregazione di strade, edifici e servizi senza dignità progettuale e senza immagine, che (questi davvero!) offendono e mortificano oltre mille anni di storia». Dove però sono stati mandati a vivere migliaia di sarzanesi, su rotonde e binari, tra i capannoni, senza servizi, marciapiedi e parchi. Che continueranno a evitare la variante per non imbottigliarsi, a incolonnarsi pazienti nei Sobborghi per portare i figli nelle scuole troppo piccole, fare gimkana in via Paradiso fino allo stadio, rischiare la vita per arrivare al mare in bicicletta e passeggiare solo nella tenuta di Marinella. Mai avuta l’«ipocrita concezione di un centro storico “diffuso” bello, ed intatto» che l’assessore ci consiglia di abbandonare dopo aver contato, fuori dalle mura, «9 moduli urbani» che presentano, a chi arriva a Sarzana non certo la “città ospitale” ma «un caotico tessuto periferico senza qualità» che non offre «percezione alcuna della città storica e delle sue dimensioni». Cominciamo però a metabolizzare il fatto che il Progetto Botta ci regalerà il decimo modulo urbano ma disegnato da un’archistar, con due “torrette” (15 e 9 piani), quattro piani di cemento su una piazza coperta, parcheggi, capolinea dei bus, 9 palazzi stile Lego, un viale alberato di poche centinaia di metri ma con marciapiedi e piste ciclabili che i sarzanesi chiedono da tempo sbagliando zona. E, tranquilli, non per oscurare i campanili ma solo quella «casuale aggregazione senza dignità progettuale e senza immagine». Non avremo più un fatiscente centro culturale polivalente, ma stanze moderne per le associazioni culturali affacciate sull’unica piazza (coperta), un pezzo di municipio ma nuovo, ristorante panoramico, centinaia di negozi da far invidia a quelli che stanno chiudendo nel centro storico «ideale», insomma una nuova Sarzana «da vendere» firmata Botta. Nessuno ha chiesto ai cittadini di oggi quali sono i loro veri bisogni, ma forse la città di Botta è solo per quelli che verranno e soddisfa se stessa.

Emanuela Rosi

commento apparso domenica 8 marzo sul quotidiano La Nazione